Teeth.

0.23, ormai lunedì

Avete presente quando viene un’ispirazione? Quel lampo che in un battito vi fa creare, scrivere, progettare… Ecco. Che cos’è il genio? È fantasia, intuizione, colpo d’occhio e velocità di esecuzione”, dicevano in Amici miei.

Beh l’orario, e non solo quello, mi ha fatto venir voglia di scrivere qualcosa su un tema consono al periodo, ma soprattutto all’orario. Come negare. Parleremo degli apparecchi per denti. Attenzione: non apparecchi che portano sfiga durante l’uso, sia chiaro. Anyway si tratta di un argomento che, ancora una volta, mi tocca profondamente. Embè, rimettere l’apparecchio fisso all’età di 22 anni non è una bella conquista, ma in ogni caso il lavoro va fatto e ragion per cui cerchiamo di sdrammatizzare. I ragazzetti oggi hanno un’ampia scelta di tipi e colori anche se io, alla mia età, eviterei:  

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Ringrazio il cielo di non avere una di quelle macchine obsolete che terrorizzano milioni di bambini ogni notte, me compresa (ebbene sì, ogni tanto faccio parte di quella categoria – vedasi in allegato elenco cartoni animati preferiti).

Bisogna sapersi adattare, non nel modo darwiniano ma in uno più adeguato a questo aspetto. Molti bambini accettano la disfatta con aria quasi arresa: “eh che te devo dì mamma, mettiamo questo apparecchio! “, altri sono felici ed entusiasti della novità, le prime 3 ore; poi piangono e si dimenano per terra. Altri a cui è indifferente, non cambia totalmente nulla. Altri ancora mostrano atteggiamenti pseudo-ganzi: “mo’ so’ figo, tu non ce l’hai”, beh e menomale. Poi c’è un’altra categoria quella “oltremaggiorenni”. Ad ogni modo penso che qualsiasi altra persona, soprattutto bambini possano prenderla meglio della sottoscritta che non esce di casa da ben due giorni e non smette di dimenarsi. “Smetti di dimenarti a casa, vieni al Piccol! Da Piccol solo per oggi ma a partire da domani APPARECCHIO PER DENTI a soli ventordici euro!” Dopo questa perla di saggezza che non sono riuscita a trattenere possiamo continuare.

Dicevo… Beh certo, se poi vi vola un dente e non si capisce come, beh… quello è anche peggio.  Alla fine siamo tutti “pane della stessa pasta” o “pasta dello stesso pane” ? Si dice così oppure ho appena detto una grande stupidaggine? Oh corbezzoli! Suvvia, serietà. Insomma, non avrò una di quelle macchine post belliche paurose, o quegli elastici superiperipostracoloratissimi che al buio si illuminano; non avrò neanche quel dispositivo che ti impedisce di parlare trasformandoti immediatamente in un Donald Duck dei giorni nostri, pronto per doppiare un Walt Disney… Ma “a me mi fa fashtidio” [cit.]. l’unica cosa positiva è che sto perdendo peso in maniera efficace. Caffellatte o te’ al mattino, rigorosamente senza biscotti, pastina in brodo 2 volte al giorno, yogurt il pomeriggio, e via alla dieta mediterranea. Meglio di così… Ma sì, continuiamo a vedere questo lato positivo, prima o poi mi riabituerò ad aprir bocca e a comunicare con gli altri. Detto questo mi dileguo, alla prochaine.

D.

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~ di timpirinad su 27 marzo 2011.

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