And so?

Dicembre. Pomeriggio di sole e io mi ritrovo davanti la mia solita postazione lasciandomi trasportare dalla musica in compagnia virtuale. Così tra  una tazza di te’ alla mano, canzoni che arrivano e che vanno e pensieri che a volte affiorano e altre volte mi lasciano in pace, mi ritrovo a “nuotare nell’aria”, come direbbero i Marlene Kuntz… Pizzica, a volte nei giorni di estrema solitudine, ma non pizzica più così tanto… Ho imparato a conviverci, fin quando non si chiuderà del tutto. Il tempo è galantuomo, anche se spesso delirante, bisogna saperlo apprezzare.

E’ da un po’ che non scrivevo… Forse non avevo voglia, forse non sapevo cosa scrivere o semplicemente non ero ispirata, abbastanza possibile.

Fortunatamente oggi il freddo è passabile, solo 12 °C… Il sole non manca e io avrei voglia di stare in giro, scoprire qualche paesello nascosto della Sicilia, di assaporarne i sapori e gli odori… Ma fin quando i postumi ubriachitudinari non saranno finiti del tutto… Beh posso limitarmi a bere acqua e mangiare pastina con olio.  Non volendo approfondire l’argomento, saltiamo a temi più piccanti e contestualmente di moda come l’organizzazione della notte di capodanno:

“Cosa fare il 31 Dicembre?”

La domanda che assilla tutti, che balena in ognuno di noi, diventata quasi un’ossessione che va dai 14 anni in su. Opzioni allettanti che fanno a gara in una competizione senza fine… Si cerca di andare incontro ai consumatori più incalliti, esigenti, a coloro che non vogliono spendere tanto ma bere molto, a chi si vuole divertire, chi vuole mangiare bene, anche a chi non importa… Si, perché si cerca di convincere anche loro.

Ciò che la maggior parte di noi non sa’ è che: ” Il 1° gennaio è una festa cattolica di precetto, e come tale riconosciuta anche agli effetti civili, ma ha anche una natura esclusivamente civile in quanto Capodanno.”

Alzi la mano chi sapeva che il 1° Gennaio è “anche” (non so se principalmente o meno) festa religiosa… Ok, eccomi qui. Ma non ho mai preso la cosa troppo seriamente…

Ieri sera con M. si parlava del modo in cui le festività natalizie col passare del tempo influiscano sempre meno su di noi. Da bambini vediamo tutto sotto un altro aspetto, con occhi sognanti ci immaginiamo in attesa dei regali, durante le famose mangiate in famiglia con tavola apparecchiata per 75 persone, del giocare davanti al camino, l’odore delle castagne calde al Corso, dei venditori ambulanti di leccornie e delle vie illuminate. Allora cosa accade? Con il crescere dell’età tutto questo va lentamente sfumando e con mente cinica vediamo la maggior parte delle festività come occasioni prettamente consumistiche, quali sono diventate. Adesso si sente dire: “tieni ti ho fatto un pensierino per Natale” e di cosa si tratta? Dell’ultimo ipod e dell’iphone. Adesso “pensierino” e regalo di laurea misto a compleanno va fatto insieme?! L’altra faccia del regalo di Natale. Io ho risolto in maniera diversa quest’anno, certo una provocazione che il mercato non capirà mai, ma non importa. Nessun regalo a nessuno.

Anyway, per oggi mi dileguo e continuo a godermi i Killers!

Cheers, D.

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~ di timpirinad su 28 dicembre 2010.

2 Risposte to “And so?”

  1. L’ intelligenza dell’allegoria prende in noi proporzioni a noi stessi sconosciute; noteremo, di sfuggita che l’allegoria, questo genere così spirituale che i pittori scadenti ci hanno abituato a disprezzare ma che è veramente una delle forme primitive più naturali della poesia, riprende il suo legittimo dominio nell’intelligenza illuminata dall’ebbrezza.La grammatica, la stessa arida grammatica diventa qualcosa come una stregoneria evocatrice; le parole risuscitano rivestite di carne e di ossa, il sostantivo, nella sua maestà sostanziale, l’aggettivo, abito trasparente che lo veste e lo colora come una vernice, e il verbo, angelo del movimento, che dà la spinta alla frase. La musica, altra lingua cara ai pigri o agli spiriti profondi che cercano la distensione della verità del lavoro, ci parla di noi e racconta il poema della nostra vita; si incorpora in noi e in essa noi ci diffondiamo. Parla alla nostra passione, non in modo vago o indefinito, come accade nelle nostre indolenti serate…., ma in maniera minuziosa e reale. Ogni movimento del ritmo segna un movimento ben noto dell’anima, ogni nota si trasforma in parola e l’intero poema entra nel nostro cervello come un dizionario dotato di vita. NON PENSARE MAI AL PASSATO, NON TI SCUSARE MAI SE PENSI DI AVERE SBAGLIATO.TENTA DI NON RIPETERE L’ERRORE.

  2. Grazie Domenico, riesci sempre ad illuminarmi 🙂

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