Ma un colpo di fortuna ogni tanto no, eh?

•18 giugno 2014 • Lascia un commento

“Il mattino ha l’oro in bocca”, dicevano. Casomai il mattino ha una bella multa di 55 Euro in bocca, altroché.
“Il buongiorno si vede dal mattino”, dicevano ancora. E menomale, aggiungerei!
Un biglietto da timbrare nello zaino, le cuffie alle orecchie, sali sul bus e ti fai prendere dai mille pensieri che ti assalgono. Ti distrai, ma per tua fortuna alla 4a fermata sale il controllore. Malgrado il tuo mostrarti brava e onesta cittadina, dicendo che timbri sempre i biglietti e che fai regolari abbonamenti, non la convinci.
Maledetta ATAF, spero che i figli dei controllori non si trovino mai con soli 50 euro in carta da utilizzare per stampare le tavole degli esami.

Per quanto altro tempo potrò durare?

 

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CHANEL N°5: la fragranza milanese.

•9 aprile 2014 • Lascia un commento

Non c’è da discutere signori: CHANEL N°5 è la fragranza delle donne milanesi.
Lo respiri ovunque: per strada, nelle aule dell’università, per gli stand del Salone del Mobile, in un locale, per i Navigli, in piazza Duomo,  sulle scale mobili della metro rossa. Sì, anche nei bagni pubblici del Mc Donald’s. 
Ogni volta che vado a Milano lo sento, è lui, lo riconosco. E’ capace di rievocare ricordi, pensieri, parole, immagini. 

Perché proprio CHANEL N°5? Per il suo buon profumo? Per la sua continua pubblicità? Per gli attori che lo rappresentano oppure ancora per una questione stilistica? Me lo chiedo ogni giorno che passa, senza riuscire a darmi una risposta.                                 Perché quasi tutte le donne usano questa fragranza? Per una questione di status symbol, affermazione o fermezza? 
E’ possibile che i giudizi verso le persone dipendano da una boccetta da 25 ml che costa quanto un abbonamento annuale in palestra? 

Questo non ci è dato sapere… Ma è ovvio che, come per il resto della moda, quella determinata “cosa” influisce la nostra presenza nella società  quindi ci rende delle persone migliori, o almeno questo è quello di cui siamo convinti.                                                            Come dicevano sempre i Looney Tunes “That’s all folks!”

D.

Abbandonarsi alle paure.

•21 novembre 2013 • Lascia un commento

C’è qualcosa nel dolore umano che involontariamente ci procura piacere.                                                                                                                     Io sono molto brava a farmi del male, ma sicuramente non ci trovo nulla di piacevole. Faccio delle scelte, che sembrano giuste e obiettive, chiare. Ma ogni tanto, nella solitudine della sera, pensi che forse non era la scelta giusta. E così piovono infinite domande, infiniti pensieri, infiniti dubbi e infinite ipotesi… E allora perché quando una persona ci da’ tutto, sicurezza, dolcezza, amore, trasporto, passione, onestà, sincerità e così via… Noi non ci accontentiamo? Perché ci piace vivere nell’insicurezza delle mille domande? Forse perché ci piace osare o perché vogliamo vedere i nostri limiti, fin dove siamo capaci ad arrivare. O forse perché non riesci ad accontentarti, perché vuoi provare nuove emozioni, nuovi gesti, nuove esperienze… O forse non c’è un perché, almeno apparente.      E allora perché l’ansia? Perché il panico? Perché la paura? Perché lasciar andare via un bene così prezioso? Nessuna risposta.             Al pensiero ti batte ancora il cuore, ma sai che non sai più darle tanto quanto ti da’ lui, così ti ritrovi in balia di uno sconforto che rode l’anima e pensi che la cosa migliore per lui, forse, è lasciarlo andare via. Via ogni legame di egoismo! E’ facile tenere con noi una persona a cui teniamo, ma spesso è troppo difficile lasciarla libera di star meglio.

E adesso?

•28 ottobre 2013 • Lascia un commento

Quando qualcosa arriva alla conclusione c’è sempre qualcuno che prova tristezza: un bambino che finisce la corsa sulla giostra, uno studente che consegna un compito senza averlo finito, una canzone che si conclude, un incontro sgradito… Il più comune, forse, è il concludere una storia ma più raro è chiudere una storia con una persona che è sempre stata nella tua vita, prima come amica e poi come amante. Capisci che i sentimenti non sono più gli stessi, ma non sai se è perché dopo un determinato periodo di tempo tutto si appiattisce perché è il tuo modo di essere o se è cambiato qualcosa. E così cominciano a ruotare ricordi nella tua mente come un giro in giostra e piangi, tanto. Ti piace ascoltare canzoni malinconiche perché sai che in quel dolore c’è qualcosa che ti fa stare bene, ti fai del male gratuito guardando foto e rileggendo vecchi messaggi. La malinconia e la nostalgia del passato sono protagonisti indiscussi delle nostre vite, e durante questo periodo vengono a bussarti nel sonno per ricordarti che forse non tutto è perduto, o forse si. L’indecisione, la paura, il panico e l’ansia sono all’ordine del giorno e cerchi di capire cosa vuoi fare della tua vita e cosa ti fa stare bene e cosa no. Certi amori lasciano dei segni indelebili sulla nostra pelle e nel nostro essere, certe “cose” non puoi evitarle ma potresti far si che non avvengano mai o che non siano mai accadute. Ma se poi ti inseguono? Se l’eco dei battiti si fa sempre più forte annebbiandoti i pensieri? Se avessi preso una strada invece di un’altra o se semplicemente avessi evitato certi sguardi? Saremmo nella situazione opposta, ponendoci forse le stesse domande. E allora, perché aver paura di provare qualcosa? Perché negarla? Forse perché non è abbastanza; sai di poter dare di più ma sai che quella non è la persona giusta a cui darlo, anche se quella persona ti ha dato tutto, inseguendo le tue paranoie e i tuoi difetti. Ti accorgi che quella persona ti manca, sei gelosa ma qualcosa ti ferma… Qualcosa che c’era forse non c’è più, oppure è solo un periodo e passerà. Ma state attenti, indietro non si può più tornare. Bisogna fare le proprie scelte con la consapevolezza di non avere più una certezza, di non poter risalire più su quel treno perché la sua fermata l’ha già fatta.

Strangers.

•19 settembre 2013 • Lascia un commento

Viandanti del tempo, girovaghi di pensiero, innovatori di sensazioni. Siamo noi, naufraghi di sentimenti e odore di cannella. Colori caldi gelano mente, cuore e mani rendendo incapaci di intendere e volere. Errore nella giustizia, peccato nella fiducia. Il frutto del desiderio è servito su un piatto d’argento pronto ad essere deglutito senza commiserazione.

Pensare. Riflettere prima di agire.Voci calde inebriano la mente e opporsi è impossibile. Come un incantatore di serpenti, occhi grandi fermano il battito in un non luogo. Sabbia tra le dita scandisce il tempo: minuti, secondi che passano gravando sulla testa, impossibile reagire. Odore pungente di spezie fa riaffiorare pensieri e ricordi di chi ha paura di osare e nel contempo di chi si mette in gioco.

Thoughts and old memories

•29 ottobre 2012 • Lascia un commento

Non ho molto da scrivere in realtà, ma ascoltando musica random in modalità raffreddore allergico, plaid e freddo fiorentino mi è venuta in mente una frase di un prof. Ora, non so se siano veramente sue parole, sta di fatto che lui è stato il divulgatore di ciò:

I pensieri sono passaggi di atomi di carbonio

Quanto è vero? Pensateci. Noi che stiamo in bilico tra scelte, che ci trastulliamo la mente di assurdi ed inutili, a volte paranoici, racconti e ricordi; noi che, accadendo qualcosa di bello o brutto, continuiamo a pensare ad esso durante la strada verso casa. Cosa sono i pensieri? Tutto questo che accade fisiologicamente è un insieme di passaggi che avvengono nel nostro corpo. Magari chi legge crede può credere che sia un discorso abbastanza inutile, poco importa. Per me è un discorso affascinante, mi piacerebbe star qui a scrivere quanti flash stanno passando in questo momento nella mia mente, rapidi e veloci come un suonatore esperto al piano. Eppure tutto ha un senso, tutto ha una spiegazione fisica e logica e senza questi passaggi di atomi di carbonio la nostra vita sarebbe solo un guscio. Le parole generano frasi, che generano azioni, che generano ricordi. Ogni azione compiuta in questo stesso istante è già passata, è già un ricordo; un pensiero passato. Sarà che questa musica in modalità it’s raining non aiuta in questi strani sproloqui fra me e me. 

Bene, dopo questo delirio posso andare a letto. Forse.

Svarioni del sabato sera

•21 gennaio 2012 • Lascia un commento

E i siciliani si ritrovano a riscoprire le passeggiate, le uscite in bicicletta e l’aria pulita. Il che non è negativo.

Certo questo sciopero sta mettendo in ginocchio una regione, ma è giusto. Forse dovrebbero solo assicurare benzina ad ambulanze e istituzioni. Per il resto penso che si possa benissimo viaggiare con i mezzi, anche se i palermitani incazzati non la pensano come me. File chilometriche che partono da un punto per giungere all’estremo opposto di persone in attesa del carburante; persone che dormono la notte nelle macchine in coda e gruppi di persone che si avviano ai distributori, come file di scolaresche che si recano al museo durante la gita scolastica. 

Non si sente altro in Tv o alla radio: lo sciopero dei tassisti a Roma, il naufragio della Costa Concordia e del la fuga del suo capitano, la benzina che manca in Sicilia. Ormai queste notizie le abbiamo sature in testa. Ora, capisco che siano notizie importanti ma, a meno che la Concordia non si rialzi e si rimetta a viaggiare, penso che non sia necessario martellare continuamente con le medesime notizie che sappiamo ormai a memoria; che dicano qualcosa di nuovo insomma! 

Comunque tralasciando il tema “notizie dal mondo”, ed evitando di pensare alla stancante passeggiata fatta fare al mio cane (non sono passeggiate ma vere e proprie corse contro il tempo), devo dire che ultimamente ho pensato, forse troppo, ad esperienze passate. Di solito il pensiero è raro, ma quando ci penso faccio viaggi incredibili. Come cita una canzone rap: “con la V di vaffanculo al mondo, io vivo come prima”. By the way, non mi va’ di uscire… Ho l’umore contorto e sono stanca. Preferisco farmi bombardare dalla musica e provare a dormire tranquilla, a meno che, come stanotte, i vicini non si diano alla pazza gioia in modo da svegliarmi. Va bene l’insonnia, ma le uniche volte in cui sembro esser caduta tra le braccia di Morfeo, ecco risuonare le urla di godimento dal palazzo accanto. 

Vi lascio alle vostre uscite da sabato sera, enjoy!

D.